State of the World’s Plants and Fungi 2026: fungari digitalizzati e sistemi informativi al centro della conoscenza della biodiversità fungina
La nuova edizione dello State of the World’s Plants and Fungi 2026, pubblicata dai Royal Botanic Gardens, Kew, dedica ampio spazio al contributo delle collezioni biologiche digitalizzate nello sviluppo della ricerca e della conservazione della biodiversità.
Tra i casi di studio presentati, uno riguarda la biodiversità fungina della Costa Rica. Attraverso l’integrazione dei dati provenienti da collezioni fungine e delle informazioni reperite nella letteratura scientifica, i ricercatori sono riusciti ad aumentare di circa il 20% il numero di specie fungine note per il Paese. Lo studio dimostra come la digitalizzazione delle collezioni e la disponibilità di dati strutturati possano generare nuova conoscenza e contribuire a colmare importanti lacune informative.
Questi risultati confermano l’importanza di sviluppare infrastrutture in grado di collegare osservazioni sul campo, campioni conservati e dati digitali. È proprio questo il principio su cui si basa il Sistema Informativo Funghi (SIF) sviluppato nell’ambito di Ndm. I dati presenti nel sistema derivano da rilievi standardizzati e sono associati a campioni conservati nei fungari aderenti alla rete, garantendo tracciabilità, verificabilità e qualità scientifica delle informazioni.
L’integrazione tra rilievi, campioni di riferimento, standard condivisi e strumenti digitali rappresenta oggi uno degli elementi chiave per migliorare la conoscenza della biodiversità fungina e supportare attività di ricerca, monitoraggio e conservazione.
State of the World’s Plants and Fungi 2026 (Royal Botanic Gardens, Kew)
